Marco Guadagno


Nuove direzioni di doppiaggio

⊆ Marzo 6th, 2010 by marco | ˜ 1 Comment »

Terminato Alvin Superstar 2 ho impostato una nuova serie tratta dal film Le streghe di Eastwick che si chiama appunto Eastwick. E ora sto iniziando Iron Man 2.


Ultime direzioni

⊆ Settembre 27th, 2009 by marco | ˜ 4 Comments »

Mi sono dedicato alla direzione del doppiaggio di quattro nuovi film: L’Era glaciale 3, Fame, Triage, Up in the air.


Esercizi di stile vent’anni dopo

⊆ Settembre 18th, 2009 by marco | ˜ 1 Comment »

Da metà Novembre a metà dicembre sarò al Teatro della Cometa a Roma per festeggiare assieme a voi vent’anni di risate con Esercizi di stile , lo spettacolo tratto dal libro di Raymond Queneau con Ludivica Modugno e Francesco Pannofino.


Faccio il prete per Verdone

⊆ Settembre 18th, 2009 by marco | ˜ 2 Comments »

Carlo mentre gira

Ho finito da poco di girare il nuovo film di Carlo Verdone Io, Loro e Lara, prodotto dalla Warner Bros. Tra gli interpreti Laura Chiatti, Marco Giallini e Sergio Fiorentini. Per i fan della Chiatti posso solo dire che è tanto bella e simpatica… quanto fidanzatissima col mio amico Francesco!


L’Ultima Notte di Pace

⊆ Marzo 21st, 2009 by marco | ˜ No Comments »

La casa dei racconti

“…chi non sogna è morto…forse sono soltanto un uomo che corre…e finchè qualcuno non mi fermerà… sarò un uomo libero…”

Dal 19 marzo al 10 aprile sono in scena a Roma, al Teatro dell’Orologio - Sala Grande, Via de’ Filippini, 17, in uno spettacolo scritto e diretto da Francesca Zanni. Vi aspetto!

Questa è la trama (grazie a Supereva)

Lepanto, 1571. Napoleone, 1797. Caporetto, 1918. Sei soldati, separati dai secoli, ma accomunati dallo stesso luogo, in cui trascorrono la loro ultima notte prima della battaglia. Uno spettacolo sulle guerre passate, che parla del presente. Uno spettacolo che parla di eroi sgangherati e di vittime innocenti, di Napoleone e del Piave che mormorava al passaggio dei fanti, di Maometto e di Gesù, di Omero e Cervantes; uno spettacolo che, soprattutto, parla di uomini, accomunati dalle stesse paure, dalle stesse nostalgie, dagli stessi pensieri. Le storie e le epoche si intrecciano, per mostrarci come, da che mondo è mondo, la guerra è sempre la stessa, a prescindere dalle armi, dai luoghi, dai popoli. I sei uomini sono divisi, eppure stranamente collegati: chi viene dopo, nel tempo, non sa cosa è successo prima; chi viene prima, non conosce le possibilità dell’avvenire. E il gesto, ieri, di uno di loro ha conseguenze inimmaginabili su chi viene dopo, e forse perfino su di noi, che guardiamo lo spettacolo, oggi. Sono uomini sulle orme di altri uomini.

Sempre su superEva c’è anche questa recensione di Andrea Pocosgnich, che definisce L’Ultima Notte di Pace “Un testo dalla grande poesia per uno spettacolo da vedere”:

Alcune volte leggendo i libri di Storia o vedendo vecchi film sicuramente abbiamo sperato di poter credere nell’esistenza di almeno un eroe in quelle guerre che hanno calpestato l’umanità. Ma sbagliavamo, la vita ce lo ha insegnato (anche se forse ancora non tutti hanno capito), non è vero, gli eroi non esistono e le figure storiche per quanto giganti possano apparire, sono invece piccolissime, come piccolissima è l’umanità di fronte alla guerra.

Sono antieroi i personaggi creati da Francesca Zanni per L’ ultima notte di pace e si ritrovano nello stesso spazio, ma in un tempo diverso. Due di loro aspettano lo scontro nella battaglia di Lepanto nel 1571, sono un cavaliere e un gesuita, tre sono quelli che a fine ‘700 si trovano a contrastare la discesa di Napoleone in Italia, uno è invece il soldato che dopo la battaglia di Caporetto rimane per un anno abbandonato nei boschi. La drammaturgia raccoglie questi brandelli di Storia e li trasforma in narrazione, li umanizza ponendoli, per una volta, sulla stessa linea di tempo, il tempo del teatro.

In una scenografia essenziale fatta solo di tre colonne, che si ripetono tre volte sul fondo (per ogni epoca storica), appaiono i soldati, illuminati con un tenue controluce, quasi nascendo e nascondendosi da e nella mente dell’autrice e quasi fossero veramente partoriti in teatro, per alcuni attimi iniziali, nudi si aggirano sul palco, sono i figli della guerra.
Anche se ognuno di loro abita il proprio tempo le ragioni che spingono all’odio sono le medesime, sia che la guerra venga fatta in nome di Cristo contro gli infedeli, sia quando a muoverla è l’utopia incarnata da Napoleone, sia che la guerra voglia dire cercare di sopravvivere cibandosi del corpo dei propri compagni dopo la sconfitta di Caporetto.

E’ una disfatta in tutti e tre gli esempi, non esiste vittoria, esiste solo la coscienza che qualunque guerra porterà un nuovo padrone con nuovi inutili sacrifici, esiste solo la consapevolezza che la vita poi non continua come prima.
Gli attori (Domenico Fortunato, Marco Guadagno, Arcangelo Iannace, Daniele Natali, Edoardo Rossi, Simone Tessa), tra emozioni vere e racconti storici, ben si immergono nelle situazioni, l’attenta regia ( della stessa autrice), quasi invisibile per pulizia, dosa i tempi dei dialoghi, difficilmente cede a ritmi e recitazioni banali e soprattutto esalta la poesia del testo. Perché in definitiva è di questo che stiamo parlando: di una drammaturgia di altissimo livello per capacità narrative, liriche e di composizione teatrale. Alcune volte i personaggi, nonostante siano così lontani temporalmente, percepiscono la propria vicinanza emotiva e quasi sembrano parlarsi, ascoltarsi in quella che sarà la loro Ultima notte di pace.


Un nuovo film

⊆ Settembre 29th, 2008 by marco | ˜ 5 Comments »

Voglio realizzare un nuovo film con un mio amico.

Avete qualche idea da condividere?


Lo showreel di Marco Guadagno

⊆ Aprile 23rd, 2008 by admin | ˜ 7 Comments »


Ciao mondo!!

⊆ Aprile 22nd, 2008 by admin | ˜ 6 Comments »

E’ finalmente online il mio sito… Ho cercato di metterci un po’ delle cose che mi hanno portato avanti, insieme ai miei perché, alla mia voglia di non accontentarmi mai, alla mia curiosità.
Grazie per essermi venuti a trovare.

Marco